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Urnes stave church in Luster in Sognefjord, Fjord Norway
Urnes stave church, Luster.
Photo: Thomas Morel

Da antiche incisioni rupestri e imponenti paesaggi dei fiordi a vecchi siti industriali: nove luoghi in Norvegia sono stati inclusi nella lista Patrimonio dell’Umanità UNESCO dei più importanti siti naturali e culturali al mondo.

Un’importante funzione dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) è la tutela della natura e delle opere che sono considerate non soltanto significative per la storia dell’umanità ma anche uniche e insostituibili.

La selezione si basa su dieci criteri che vanno da innovazione e importanza storica a eccezionale bellezza naturale.

Questi siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità sono dislocati in tutto il mondo. Al momento ce ne sono più di 1.000 e spaziano da opere e costruzioni iconiche come la Grande Muraglia Cinese, il Teatro dell’Opera di Sydney e le piramidi d’Egitto, a giganteschi parchi nazionali, insediamenti storici e diversi paesaggi naturali e culturali.

Nel 1979 Bryggen a Bergen è stato il primo sito norvegese ad essere inserito nell’elenco dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità. Il sito industriale di Rjukan–Notodden è stato aggiunto sulla lista UNESCO nel 2015.

Ecco le nove meraviglie naturali e culturali che sono riuscite finora a entrare nella lista.

  • Bryggen a Bergen

    Gli stupendi edifici in legno che si affacciano sulla baia di Vågen rimangono ancora oggi uno dei luoghi d’incontro centrali di Bergen. Quest’area risale al 1070, quando la città fu fondata dal Re Olaf III, noto come Olav Kyrre. Intorno al 1200 Bergen divenne un fulcro economico e amministrativo in Norvegia, con Bryggen come crescente centro dei commerci.

    Dalla metà del 1300 alla metà del 1700 Bryggen fu sede della Lega Anseatica, una confederazione commerciale in cui Germania e Norvegia (tra gli altri paesi) scambiavano merci come stoccafisso, sale, birra, gioielli e cereali. Fu anche un periodo fiorente per gli scambi culturali e molte parole ed espressioni tedesche vennero proprio per questo assimilate dagli abitanti delle città occidentali.

    Quest’area ha avuto la sua serie di grandi incendi nel corso della storia – l’ultimo nel 1955 – ma Bryggen è stato salvaguardato localmente fin dal 1927, ed è tuttora possibile percepire l’atmosfera storica quando cammini in mezzo agli edifici leggermente pendenti. Bryggen a Bergen è stato il primo sito norvegese ad essere inserito nella lista dell’UNESCO, nel 1979.

  • Chiesa di Urnes

    Tra le costruzioni in legno più antiche al mondo ancora intatte ci sono le stavkirke, la maggior parte delle quali si trovano in Norvegia. Durante il Medioevo ce n’erano tra le 1.000 e le 2.000 sparse in tutto il paese. Oggi se ne sono conservate solo 28. La più antica è probabilmente la stavkirke di Urnes, nell’area del Sognefjord, che gli esperti ritengono sia la quarta chiesa eretta esattamente in questo luogo nel 1140.

    La chiesa, costruita in stile romanico, non si distingue soltanto a causa della sua antichità, ma anche per le sue magnifiche sculture e l’ottima conservazione. I pali (stav) che sostengono la struttura sono finemente intagliati e le decorazioni presentano motivi come crocifissi, creature mitologiche e ornamenti fitomorfi.

    La chiesa di legno di Urnes è aperta tutti i giorni al pubblico ed è possibile richiedere tour guidati per i gruppi. La chiesa è dal 1881 di proprietà del National Trust norvegese ed è stata inclusa nella lista Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1980.

  • Fiordi della Norvegia occidentale – Geirangerfjord e Nærøyfjord

    Gli unici siti UNESCO norvegesi che si basano su criteri esclusivamente naturali sono il Geirangerfjord e il Nærøyfjord nella Norvegia dei fiordi, entrambi indicati come archetipo del paesaggio unico dei fiordi e definiti dall’Organizzazione di “eccezionale bellezza naturale”.

    Oltre alla natura splendida in cui ghiacciai e cascate incontrano fiordi scintillanti e imponenti montagne, il paesaggio culturale – caratterizzato sovente da vecchie fattorie ed edifici – aggiunge una ulteriore dimensione alla zona. Al Centro dei Fiordi Norvegesi a Geiranger, puoi scoprire di più sull’universo dei fiordi, con mostre che riguardano geologia, storia, biologia e ambiente.

    I fiordi furono inseriti nella lista dell’UNESCO nel 2005.

  • Città mineraria di Røros e la ‘Circonferenza’

    Nel 1980 la città mineraria di Røros è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. I 333 anni di attività mineraria e agricoltura urbana hanno creato una cittadina davvero unica tra le montagne.

    La città mineraria ha conservato molto del suo carattere originale, nel suo tracciato stradale del 1600 e  nelle case in legno del 1700 e 1800. L’ambiente naturale della zona è meraviglioso e isolato, con le vecchie vie fluviali per il legname che forniscono una via per pagaiare tra i vari laghi.

    Nel 2010 il sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità è stato esteso a includere l’area circostante, che è chiamata la ‘Circonferenza’. La motivazione è l’importante testimonianza che la ‘Circonferenza’ ci fornisce su come avvenivano le attività minerarie e su come gli abitanti si sono adattati al territorio montano, alla natura locale e al clima freddo.

  • Graffiti rupestri di Alta

    Tra i siti Patrimonio dell’Umanità in Norvegia che sono opera dell’uomo, sicuramente il più antico si trova nella parte settentrionale del paese. L’epoca esatta è oggetto di discussione tra gli studiosi, ma i petroglifi e le incisioni rupestri di Alta un’età stimata tra i 4.000 e i 6.000 anni – il che li rende il più importante reperto dei primi uomini cacciatori-raccoglitori scoperto finora all’estremo nord.

    I graffiti includono oltre 6.000 incisioni e 50 dipinti rupestri, e i soggetti vanno dalle figure di animali e uomini a immagini religiose e forme geometriche. La maggior densità di petroglifi è stata rinvenuta a Hjemmeluft, dove sentieri segnalati e guide permettono di immergersi in questa straordinaria epoca preistorica della vita nordica.

    La reale portata dei petroglifi non fu scoperta fino al 1973, e vennero inclusi nella lista UNESCO – descritti come “una eccezionale testimonianza” di “alta qualità artistica” – dodici anni più tardi, nel 1985.

  • Vegaøyan – l’arcipelago di Vega

    6.500 isole, isolotti e scogli lungo la costa dello Helgeland formano le isole Vega, che sono state inserite nella lista Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel 2004. In questa zona vennero poste le basi della nazione marittima moderna, dato che i primi insediamenti risalgono a oltre 10.000 anni fa. Per poter sopravvivere la gente del posto ha dovuto essere inventiva e piena di risorse.

    Quando questa comunità di pescatori della Norvegia settentrionale è stata scelta tra i siti patrimonio dell’umanità, l’UNESCO ha affermato: “Queste isole rendono testimonianza di un particolare e frugale stile di vita basato sulla pesca e sulla raccolta delle piume di edredone, un’anatra marina, in un ambiente inospitale. L'arcipelago di Vega riflette il modo in cui generazioni di pescatori/agricoltori hanno, nel corso degli ultimi 1.500 anni, condotto una vita sostenibile, e il contributo delle donne alla raccolta delle piume di edredone.”

    In tempi recenti l’arcipelago ha ottenuto la certificazione di Destinazione Sostenibile, e il quotidiano britannico The Guardian ha inserito Vega nell’elenco delle 20 isole al mondo che sono dei gioielli nascosti. La numerosa fauna include più di 230 diverse specie di uccelli.

  • Arco geodetico di Struve

    Progetto internazionale avviato dall’astronomo tedesco Friedrich Georg Willhelm von Struve nel 1845, l’Arco Geodetico di Struve aveva l’obiettivo di mappare la forma e le dimensioni della Terra misurando la distanza da Hammerfest in Norvegia fino al Mar Nero. Un grande numero di punti di triangolazione vennero posizionati lungo un segmento di quasi 3.000 chilometri attraverso Norvegia, Svezia e Russia.

    In Norvegia i punti geodetici di Struve si trovano in quattro luoghi: Meridianstøtten a Fuglenes a Hammerfest, le vette dei monti Lille-Raipas/Unna Ráipásaš ad Alta, Luvddiidčohkka (Lodiken) a Kautokeino e Bealjášvárri/Muvravárri a Kautokeino. Il primo è un’attrazione unica e molto popolare nonché il più settentrionale di questi punti di misurazione.

    Il progetto durò quasi 40 anni e fu la prima collaborazione internazionale a cui la Norvegia partecipò come nazione. I punti di misurazione norvegesi furono inseriti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità nel 2005, insieme a 32 in altri paesi.

  • Sito industriale di Rjukan–Notodden

    Le cittadine industriali di Rjukan e Notodden sono l’aggiunta più recente della Norvegia al Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il sito è stato incluso nella lista dell’UNESCO nel 2015 e il Principe Ereditario norvegese Haakon ha celebrato l’occasione con una cerimonia ufficiale nel 2018.

    In questa parte del Telemark ebbe luogo un lavoro pionieristico agli inizi del XX secolo, quando la transizione dal carbone all’energia idroelettrica svolse un ruolo fondamentale in quella che è conosciuta come “la seconda rivoluzione industriale” nell’Europa settentrionale.

    Dighe, tunnel, centrali elettriche, ferrovie e traghetti sono le strutture superstiti di un’avventura industriale che ha avuto luogo nello straordinario ambiente naturale norvegese.

    Le più grandi centrali elettriche dell’epoca erano situate nella sperduta valle di Vestfjorddalen, a ovest di Rjukan. Il sistema di trasporti qui sviluppato contribuì anche a un modello internazionale per l’operatività delle ferrovie elettriche.

  • Musiche e danze tradizionali di Setesdal

    A soli 50 chilometri a nord di Kristiansand, nella Norvegia meridionale, è situata la verde valle di Setesdal, una zona nota per l’impegno a preservare le antiche usanze e tradizioni. Le musiche e danze folcloristiche della valle sono state incluse nella lista UNESCO dei Patrimoni culturali immateriali dell’Umanità.

    Qui le musiche e danze tradizionali sono intrecciate con la vita quotidiana e sono tuttora tramandate di generazione in generazione. Gli strumenti più comuni sono il violino di Hardanger e lo scacciapensieri e le melodie sono principalmente arie ballabili. Gli stili vocali tradizionali includono kveding stevjing: quest’ultimo utilizza una forma poetica a quattro versi spesso eseguita da due o più cantanti, come un dialogo domanda-risposta.

    Presso il Museo di Setesdal a Rysstad potrai conoscere le ricche tradizioni culturali della valle di Setesdal.

Cos’è un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Patrimonio Mondiale dell’Umanità è la definizione dei luoghi nel mondo che hanno un eccezionale valore universale per l’umanità e, come tali, sono stati iscritti nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità per la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future.

Fonte: UNESCO

Geoparchi Mondiali UNESCO in Norvegia

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