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Le figure femminili in Edvard Munch

LE DONNE EBBERO UN RUOLO FONDAMENTALE NELL’ARTE E NELLA VITA DI MUNCH
Uno sguardo al mondo delle donne che hanno popolato e influenzato la vita personale e professionale di uno degli artisti più famosi al mondo.
“Madonna” by Edvard Munch (1894–1895).
Photo: Nasjonalmuseet / Børre Høstland
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Munch fu un autentico modernista sia nelle sue opere sia nella sua percezione contemporanea della società. Una volta scrisse: “Non dipingerò più interni con uomini intenti a leggere e donne a cucire. Dipingerò persone vive che respirano e provano emozioni, che soffrono e amano.”

Le donne che lo hanno formato

Quando Edvard Munch aveva solo cinque anni sua madre Laura Munch (1837–1868) morì di tubercolosi. La sorella di lei, Karen Bjølstad (1839–1931), si trasferì nell’appartamento della famiglia Munch nella capitale Kristiania (ora Oslo) per prendersi cura di Edvard e dei suoi quattro fratelli e sorelle. Nel 1877 anche la sorella maggiore di Edvard, Sofie, morì di tubercolosi.

Laura and Edvard Munch
Laura and Edvard Munch.
Photo: Munchmuseet

La donna che lo introdusse all’arte

Karen, la madre adottiva di Munch, era un’artista e introdusse Edvard Munch fin da bambino al mondo dell’arte.

“Karen Bjølstad”, Edvard Munch (1889)
“Karen Bjølstad”, Edvard Munch (1889).
Photo: Nasjonalmuseet / Dag Andre Ivarsøy

Il primo progetto artistico di Munch si sarebbe in parte sviluppato intorno alla morte improvvisa della madre e della sorella. Nel 1885 e nell’anno seguente dipinse la prima versione di La bambina malata che ritrae la sorella maggiore Sofie e la loro zia e madre adottiva Karen.

“The sick child”, Edvard Munch (1885–1886)

“The sick child”, Edvard Munch (1885–1886).
Photo: Nasjonalmuseet / Børre Høstland

Altre donne della famiglia

Ma Munch ritrasse anche figure femminili della sua famiglia in buona salute, come la sorella minore Inger Munch (1868–1952). È considerata la prima fotografa ad aver documentato gli otto chilometri del fiume Akerselva, che attraversa la capitale della Norvegia formando un polmone verde.

Nel 1892 Munch terminò il dipinto Ritratto della sorella Inger.

“Inger in Black and Violet”, Edvard Munch (1892)
“Inger in Black and Violet”, Edvard Munch (1892).
Photo: Nasjonalmuseet / Børre Høstland

Il primo amore dell’artista

Nel 1885 Edvard Munch visse il suo primo grande amore quando ebbe una relazione con Milly Thaulow (1860–1937).

Anche parecchio tempo dopo che la storia era finita Munch non poté togliersi dalla testa la Thaulow. Lei non ricambiava il suo sentimento e sposò un altro uomo e Munch fu particolarmente amareggiato quando lei molto più tardi divorziò e si risposò senza mostrare alcun interesse per lui. Questa delusione avrebbe influito sul suo rapporto con le donne per il resto della sua vita.

Thaulow divenne famosa più avanti per essere stata tra i primi a scrivere di cibo e moda sulla stampa norvegese.

Nell’opera La danza della vita, dipinto nel 1899–1900, la coppia Munch/Thaulow è rappresentata come il soggetto principale in un dramma di gelosia.

Romanticismo e dramma

Intorno alla fine del secolo Munch ebbe una relazione turbolenta e romantica con Mathilde “Tulla” Larsen (1869–1942). Nella tarda estate del 1902 ci fu il loro ultimo incontro nella casa studio di Munch nella piccola cittadina costiera di Åsgårdstrand. Un colpo di pistola presumibilmente accidentale ferì Munch al dito medio sinistro. Né la Larsen né Munch furono in grado di dare una spiegazione precisa dell’accaduto e la questione della colpevolezza non fu mai risolta. L’unica cosa certa fu che Munch avrebbe dovuto dipingere e lavorare senza l’ultima articolazione del dito per il resto della sua vita.

Una fotografia del 1899 della Larsen e di Munch potrebbe sembrare il ritratto di una coppia sposata, ma Munch non si sposò mai.

Tulla Larsen & Edvard Munch
Tulla Larsen & Edvard Munch.
Photo: Munchmuseet

Munch dipinse Testa contro testa nel 1905, un quadro che rappresenta lui e la Larsen.

“Head by head”, Edvard Munch (1905)
“Head by head”, Edvard Munch (1905).
Photo: Munchmuseet

Le ragazze della sua città estiva

Il tema del dipinto Ragazze sul ponte è centrale nell’opera di Munch e fu realizzato in dodici versioni. Munch dipinse la prima versione poco dopo l’inizio secolo e il quadro è custodito nella collezione della Galleria Nazionale di Oslo. Il soggetto è preso dalla piccola cittadina di Åsgårdstrand.

“The Girls on the Bridge”, Edvard Munch (1901)

“The Girls on the Bridge”, Edvard Munch (1901).
Photo: Nasjonalmuseet / Børre Høstland

Flirt e amicizia

Tipico delle relazioni di Munch con le donne erano incontri brevi e spontanei all’inizio, seguiti da un’attrazione per tutta la vita, più o meno da entrambe le parti.

Un esempio emblematico è Ingse Vibe (1886–1945), che si dice si rivolse a Munch appoggiandosi alla staccionata di legno che circondava la sua casa studio a Åsgardstrand quando lei aveva solo 16 anni, nel 1903.

“Ingse Vibe”, Edvard Munch (1903)
“Ingse Vibe”, Edvard Munch (1903).
Photo: Munchmuseet

Coltivarono un’amicizia che sarebbe durata per decenni e che è documentata dalle lettere e cartoline conservate. Egli l’avrebbe anche ampiamente disegnata e dipinta.

Una cartolina mostra una sua fotografia in veste di attrice al Teatro Nazionale di Oslo e dice: “Volevo mandarti un breve saluto e farti vedere come sono carina quando faccio la brava ragazza. Tua Ingse.”

Ingse Vibe, postcard (1905)
Ingse Vibe, postcard (1905).
Photo: Munchmuseet

Un’altra cartolina inviata da Ingse Vibe a Edvard Munch nel 1907 dimostra che l’idea di una donna in completo pantalone e che guida una barca era accettabile in Norvegia più di cento anni fa.

Ingse Vibe, postcard (1907)
Ingse Vibe, postcard (1907).
Photo: Munchmuseet

Madonna e il maestro

La spilla è una litografia del 1903 che ritrae la violinista inglese Eva Mudocci (1883–1953), che fu amante di Munch. Il soggetto è strettamente connesso a un dipinto centrale di Munch, Madonna. La Mudocci appare anche in altre due opere di Munch dello stesso anno: Concerto per violino Salome. Munch disse che lei aveva “gli occhi come di un migliaio d’anni” e le mandò una lettera in cui scrisse: “Ecco la pietra che è caduta dal mio cuore.”

“The Brooch”, Edvard Munch (1903)
“The Brooch”, Edvard Munch (1903).
Photo: Munchmuseet / Halvor Bjørngård

“Aveva gli occhi come di un migliaio d’anni” – Edvard Munch

I ritratti femminili a Ekely, a Oslo

Dal 1916 fino alla sua morte nel 1944 Munch visse e lavorò a Ekely, una tenuta che era stata un vivaio, nei dintorni di Oslo. Sebbene parecchie donne andarono nella sua casa studio di Ekely per essere ritratte, molte di queste opere sono meno note.

Ekely atelier, Oslo (1929)

Ekely atelier, Oslo (1929).
Photo: Munchmuseet / Munch-Ellingsen / Bono

Una delle modelle preferite da Munch era Birgit Prestøe, che invertì i ruoli dell’artista e della modella di nudi descrivendolo in questo modo: “Io pensavo che era piacevole da guardare, bellissimo come un giovane Apollo, saggio come un maturo Zeus.” Posò per molti dipinti di Munch e divenne più avanti famosa quando accettò in diverse occasioni di parlare alla stampa e ad altri della sua esperienza come modella, una professione che a quel tempo era spesso considerata come inaccettabile.

Nel 1924 e l’anno seguente Munch ritrasse Birgit Prestøe.

Birgit Prestøe, Edvard Munch (1924)
Birgit Prestøe, Edvard Munch (1924).
Photo: Munchmuseet / Rena Li

Per tutta la sua vita Edvard Munch fu combattuto tra la sua passione per le donne e la paura di essere respinto. Egli considerava il matrimonio incompatibile con le sue ambizioni artistiche e non si sposò mai, fino alla sua morte nel 1944 all’età di 80 anni.

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